E tu quanti schiavi hai?

La rete non è solo porno & Facebook e non serve solo per giocare a Farmville. Questo, più o meno, lo sapevamo già. Lo sappiamo benissimo che nella rete c’è tutto e che con Facebook si può fare tutto. O meglio: con Facebook e affini si può fare di tutto, si può comunicare su tutto con tutti.

Per certo Facebook, con Twitter, è il contenitore ultimo in cui, se la tua testa ragiona in termini di generare un profilo social della tua esistenza, finiranno le tue idee, le tue aspirazioni, le tue convinzioni. O la tua squadra di calcio e le vacanze.

Quello che sta succedendo attorno a Facebook e Twitter (quel che ormai è già successo) è che la tua esistenza social ha bisogno di declinazioni. Se suoni devi (dovevi? Dovrai..?) essere su MySpace. Se leggi (e se scrivi, pure) devi essere su aNobii o Librarything (o sul neonato Zazie?). E se vuoi occuparti di politica c’è un social network che fa per te? Sì: quello che ti serve dovrebbe essere Jolitics, ideato da Mr. Bebo.

Fin qui tutto bene: siamo in territorio conosciuto.

Prendi un argomento e davanti ci aggiungi “Il Facebook del…”. Degli animali. Dei libri. Dei morti (questi i primi suggerimenti di Google). Degli orti. Di quelli che io sono troppo figo per essere su Facebook (questo qua esiste già da un po’: si chiama Google Plus…). Del cinema.

Poi, però, ti imbatti in SlaveryFootPrint. Che cos’è? Il Facebook del contare quanti schiavi sostengono il tuo stile di vita. Perché se ci sono, come ci dice Not For Sale, trenta milioni di schiavi sul pianeta (SlaveryFootPrint è leggermente più ottimista e ne conta solo ventisette milioni), qualcuno prima o poi doveva porsela la domanda: ok, ma per chi lavorano?

Schermata E tu quanti schiavi hai?

Justin Dillon, fondatore di SlaveryFootPrint (che nel frattempo ha rischiato di vincere il Guardian Awards for Digital Innovation 2012, categoria Technology for Social Change. I fondi per SlaveryFootPrint provengono dal Dipartimento di Stato e fa parte della Clinton Global Initiative) se lo è chiesto per tutti noi e sul sito possiamo, con pochi semplici click, come si diceva una volta, capire qual è il nostro impatto sulla quantità di schiavi del pianeta.

L’ammontare risulterà da quanto è grande la nostra casa, dall’avere auto e/o scooter, da quanti televisori e computer e telefonini, dalle nostre abitudini alimentari, dalla quantità di vestiti che abbiamo negli armadi.

Come MaxMaG facciamo trentadue. La media individuale è di trentotto, e visto che noi siamo in due facciamo sedici a testa. Una gran bella media… Ma ci sono ancora trentadue persone là fuori da qualche parte che sono schiave per colpa nostra. Tutta colpa dei vestiti di MaG e degli Hard Disk esterni di Max (lo confesso: ho un comportamento ossessivo-compulsivo a proposito dei backup…).

slavery footprint app 1 537x402 E tu quanti schiavi hai?Se SlaveryFootPrint si esaurisse così, con l’averti detto quanto sei cattivo verso i tuoi simili, sarebbe soltanto un giochino masochista molto stupido. Ma SlaveryFootPrint fa, ovviamente e fortunatamente, di più. Con la App Made in a Free World si scarica una sorta di Foursquare che ci mette in guardia rispetto al rischio di acquistare prodotti derivanti da lavoro di schiavi.

Nella sezione Take Action del sito possiamo far sì che SlaveryFootPrint scriva per noi a una compagnia a nostra scelta (ho provato Apple, Fiat, Twinings, Samsung: c’erano tutte) per sensibilizzarla sul tema della schiavitù. Si può, naturalmente, invitare i propri amici a iscriversi a  SlaveryFootPrint tramite Facebook o anche, e questa è la sezione che mi piace di più, inviare a  SlaveryFootPrint un file che dimostri un nostro comportamento virtuoso, anti-schiavitù (per esempio l’acquisto di prodotti certificati fair-trade) . In questo modo accumuliamo Free World Points, che dimostrano il nostro impegno nella battaglia.

Che dire? Altro che Farmville…

E, per me, una piacevole conferma di una sensazione che ebbi la prima volta che mi sedetti davanti a un 486 con Windows 3.11 (o era già ’95?) collegato a Internet: questo strumento è straordinario.

E anche se, in un pezzettino oscuro del mio cervello, non riesco a non immaginarmi un neonazista che utilizza SlaveryFootPrint ma al contrario, io sono veramente convinto delle potenzialità positive che ha la rete, e a maggior ragione il web che è diventato social, per creare un mondo migliore. O quantomeno  per smetterla di distruggere il mondo così com’è e con esso i suoi abitanti, umani e non.

Lo so. Quando avrete generato il vostro score  su SlaveryFootPrint vi sentirete a pezzi. A meno che non siate il neonazista di cui sopra, ovviamente…

Per tirarvi su vi consiglio una bella passeggiata nel verde e, visto che il verde del pianeta è a rischio tanto quanto la dignità di essere umano, prima di uscire potreste dare un’occhiata a  Tree Nationun social network gratuito dedicato a combattere il cambio climatico, la desertificazione e la povertà piantando alberi.

Perché in effetti mi sembra abbastanza inutile salvare esseri umani se non salviamo anche il pianeta su cui abitano…

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Più iPad per tutti. Anche allo zoo

Anche tua nonna può utilizzare l’iPad. Questo lo dicono tutti, questo lo pensano quasi tutti. L’iPad è facile. Così facile che non solo può usarlo qualsiasi essere umano, ma anche qualche altro essere vivente che sì, il DNA ce l’ha quasi come il nostro. Ma in quel quasi ci sta tutto un mondo: perché non basta il pollice opponibile, serve altro.

Altrimenti che succede? Altrimenti ti trovi dalla parte sbagliata della gabbia, al laboratorio come allo zoo.

Ebbene sì. Stiamo parlando di scimmie antropomorfe e iPad. Perché? Semplice: date un’occhiata anche a questo video…

La prima cosa che mi (Max) è venuta in mente è che questi due video non erano esattamente una buona pubblicità per l’iPad. Però l’iPad non ha bisogno di pubblicità. O quantomeno, l’impressione è che non ne abbia più bisogno, perché si vende da solo.

E quindi quanti iPad potrebbero essere non venduti a causa di un paio di video che fanno vedere che basta essere scimmie per usare un Ipad?

Forse nessuno.

Così come molto probabilmente non hanno assolutamente inciso sulle vendite le polemiche scoppiate sulla situazione di chi, in Cina, gli iPad li produce con le proprie mani (in fabbriche che somigliano tanto agli habitat a cui abbiamo relegato le scimmie antropomorfe che, guarda caso, sanno usare iPad…).

Ma poi ho pensato che la prima cosa che mi era venuta in mente derivava da un mio personale pregiudizio, e che, come tale, era probabilmente sbagliato. Chi lo dice che invece che farne vendere due o tre in meno, di iPad, questo paio di video non ne faccia vendere due o tre in più?

Tutta colpa di Baricco …

E come mai ho cambiato idea? Tutta colpa di Baricco… O meglio, colpa di MaG, a cui avevo promesso di leggere I Barbari – Saggio Sulla Mutazione, del Baricco medesimo. Qualche tempo fa avevo scritto, sul libro, questo:

‘coz promise is promise, ho finito di leggere “I Barbari”, di Baricco. Pomposamente sottotitolato “Saggio sulla mutazione”. In realtà, operazione di marketing in cui si prendono un po’ di articoli vecchi e si rimpolpettano per ri-venderli come libri. Il contenuto? Una lucida, ineccepibile, analisi su che cosa sta succedendo, ma con il cannocchiale, perché di noi, al nostro, della fine che faremo, non gliene importa assolutamente nulla. Del resto: a chi importa?
Se volete leggere qualcosa su cosa sta succedendo leggetevi “Finale di Partita”. Sammy era più onesto, e ne ha parlato molto prima che succedesse.

Il fatto è che le scimmie che usano l’iPad sono perfette, sono viral, sono giuste. Perché, e su questo Baricco ha stramaledettamente ragione, il mondo sta andando verso il semplice.

Il mondo, che sta annegando nelle complicazioni, ha rinunciato alla complessità in nome della semplicità. Sì, è vero: se anche le scimmie usano l’iPad, allora è davvero vero che anche mia nonna può usarlo. E la prima impressione era quella tipica di Max con la puzza sotto il naso, snob, il Max che prima o poi (sì, dovete proprio aspettarvelo) in questo articolo vi dirà che non si comprerà mai un iPad…

E archiviamo le scimmie virali ma non l’iPad. Perché nell’iPad c’è finito anche Camilleri, uno che io stimo, uno che è una persona seria. Uno che Baricco cita ne I Barbari, che era stato pubblicato prima del boom dell’iPad e che quindi, pur rilevando correttamente che era più facile tradurre Camilleri in “televisionese” che non in un’altra lingua, non aveva potuto aggiungere: anche in “iPaddese”.

Perché le app camilleriane non saranno la stessa cosa che leggere un libro di Camilleri e, con buona pace per loro, un anglofono, francofono, germanofono non potranno apprezzare completamente Camilleri, perché ne perdono metà in traduzione, anche se, di certo, potranno amare il Montalbano televisivo e, perché no, Camilleri for iPad.

Del resto le scimmie usano l’iPad, ma mica leggono Camilleri…

E quindi?

L’iPad è un fenomeno. Ok. E qualsiasi cosa io scriva sull’iPad sarà del tutto inutile a farne vendere uno in più o uno in meno.

L’iPad è come la Coca Cola: semplice.

Io dico soltanto: non dimenticatevi che c’è dell’altro, perché altrimenti rischiate di fare come quel turista, visto con i miei occhi (Indiano, direi, come tipologia, ma poi chissà di dov’era), che, a Firenze, non stava guardando Palazzo Vecchio, ma stava guardando Palazzo Vecchio, che, finalmente, era lì davanti a lui, mediato dalla videocamera del suo iPad…

E comunque io non mi comprerò mai un iPad: non voglio un prodotto in cui l’I di me è minuscola, mentre la P di prodotto è maiuscola…

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E’ arrivato il momento di riprogettare il sito web?

mockup 03 E arrivato il momento di riprogettare il sito web?

Ogni brand ha bisogno di un aggiornamento di tanto in tanto (si anche un blog come questo), nessuno è immune da questa legge. Soprattutto se è presente sul web da molto tempo, può anche darsi che il look&feel scelto con tanta passione sia oramai obsoleto e che un nuovo approccio non solo sia necessario ma anche auspicato dai propri lettori/visitatori/clienti.

Infatti, una riprogettazione, pensata per ottimizzare struttura, design e contenuti presenti, potrebbe dare al vostro business la spinta di cui ha bisogno per farsi notare sul web in maniera ancora più decisa.

Inutile ricordare, credo, che il World Wide Web si espande ogni giorno, rendendo sempre più difficile per le imprese essere ascoltate al di sopra del rumore (diciamolo però, molte nemmeno dicono cose così interessanti)

Tutta questa premessa per dire che esiste un acronimo molto marketing – AIDAS – che è il processo mediante il quale un cliente passa attraverso un acquisto di prodotto o servizio che, se ben gestito, lo porterà a tornare ancora e ancora.

Cosa significa AIDAS?

AIDAS è un acronimo utilizzato nel descrivere alcuni importanti fattori di cui tenere conto durante le attività di marketing, valido anche e soprattutto per un progetto come un sito web.

Vediamo quali sono questi fattori:

Attenzione:

E’ ormai accettata la teoria secondo la quale avete circa 8/10 secondi per catturare un nuovo visitatore del vostro sito web. Quindi, se non li afferrare immediatamente, potrebbero essere andati per sempre. Questo significa che il sito deve essere accattivante, attraente e coinvolgente.

Interesse:

Una volta che hai la loro attenzione, è necessario catturare il loro interesse. Questo è dove il contenuto la fa da padrone. È necessario descrivere accuratamente ciò che si offre, e quello che vi distingue dalla concorrenza.

Desiderio:

Ora, la risposta emotiva del cliente entra in gioco, e dovete potergli mettere davanti una forte “Call-To-Action” che li inviti all’azione. Hanno bisogno di essere così preso da quello che si sta offrendo che ne devono sentire il bisogno di entrarne in possesso adesso, ora, subito!

Azione:

In questa fase il cliente sta cercando di acquistare il vostro prodotto e servizio, ed è necessario rendere il più facile, chiara e lineare possibile l’azione. Per un business di servizi, questo significa un pulsante di contatto, abbonamento newsletter gratuita o moduli di richiesta. Un business dedicato ai prodotti ed alla vendita online, invece, deve prevedere un carrello facilmente accessibile e con delle chiare policy di vendita (reso, recesso, post-vendita) e privacy.

Soddisfazione:

Questo si spiega quasi da sé. Ed è la diretta conseguenza dei primi 4 step. Il cliente è così contenuto della sua esperienza web che ritornerà, più volte, coinvolgendo i propri amici. In questa fase si possono anche predisporre molte delle funzionalità di sharing avanzate sui social network.

L’ultimo fattore (soddisfazione) è stato aggiunto successivamente ai primi 4 originari, ed a volte qualcuno cita anche un sesto fattore che interviene prima dell’azione: Fiducia (Confidence in inglese), generando l’acronimo AIDCAS.

Il tuo sito web rispetta i criteri AIDAS? Oppure ha bisogno di una riprogettazione?

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Landing Page Horror: iPad per Vodafone

ipad vodafone Landing Page Horror: iPad per Vodafone

Landing Page Vodafone vista con Firefox4

 

Voglia di iPad? … Scopri subito come averlo su ipad.vodafone.it

Questo è il messaggio SMS che mi è arrivato come cliente Vodafone. Visto che la promo mi interessa sono andato a vedere online atterrando sulla landing page che vedete sopra (usando Firefox4).

Se voi riuscite a cliccare qualcosa o capire come sta la pagina chiamatemi … io davvero non ci riesco. Mi spiace soprattutto per l’occasione persa, non conosco il tasso di conversione di questa campagna, ma non me lo immagino altissimo.

Ecco qualche strumento e guida utile in questi casi:

Consiglierei a Vodafone qualche test in più sulle loro pagine, magari anche loro possono approfittare per provare qualcuno tra questi strumenti o segnalarne altri :)

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Google Calendar: UI Improvements

googlecalendar 193x300 Google Calendar: UI Improvements

Miglioramenti alla UI di Calendar

Stamani, aprendo Calendar, ho notato un paio di piccole migliorie alla UI dell’applicazione, che hanno come scopo la migliore leggibilità del calendario e degli appuntamenti inseriti.

La prima è la velatura applicata ai vecchi appuntamenti (in alto nell’immmagine), che permette di avere un colpo d’occhio perfetto sul “qui ed ora” che in un calendario non guasta.

La seconda è una migliore gestione degli spazi degli appuntamenti, che adesso ripartiscono tra di loro correttamente gli spazi in caso di accavallamenti.

Addirittura in caso di multi appuntamento su orari adiacenti viene fatto creare un piccolo scalino che evidenzia la posizione dell’appuntamento successivo. (in basso nell’immagine)

Per chi utilizza (purtroppo) Calendar anche come gestione task questi miglioramenti renderanno molto più piacevole il lavoro.

Kudos, come al solito, a Google :)

 

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Addio @NabazPippa: il mio coniglio Wi-Fi

Nabaztag Amsterdam Addio @NabazPippa: il mio coniglio Wi Fi

Per chi non lo sapesse sono stato un early adopter del coniglietto WiFi, che mi ha fatto compagnia in casa svegliandomi e cazziandomi a fine settimana se non gli avevo fatto fare abbastanza vita sociale! :)

2 giorni fa è arrivata questa mail:

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Salve a tutti i possessori dei Nabaztag,

per chi non lo sapesse, la Mindscape società che ha acquistato i nostri conigli dopo il fallimento della Violet, in seguito ad una procedura d’insolvenza ha comunicato che non potrà più supportare i server dei Nabaztag.
Qualche giorno fa ha rilasciato i sorgenti dei conigli, affinchè ogni community possa costruire un proprio server.
Nel nostro forum ci stiamo organizzando per comporre un equipe di sostegno al progetto.
Come aveva già anticipato la Mindscape, tra oggi e domani tutti i conigli si spegneranno per sempre!

Per ulteriori informazioni, consulta le apposite sezioni sul forum.

Lo staff di nabaztag:italia
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

La prematura dipartita è avvenuta quando Mindscape, la software house francese a capo di Violet, ha deciso di staccare la spina di nabaztag.com, il server che aggiornava le funzioni degli smart rabbit (nabaztag in armeno significa “ coniglio”).

C’è ancora una flebile speranza visto che il codice sorgente del sito è stato rilasciato, per cercare di salvare i coniglietti. In questo modo infatti un salvatore nella comunità di possessori degli smart rabbit, potrebbe decidere di recuperare questo codice e avviare un nuovo server in grado di garantire un servizio migliore, in qualche altro angolo sicuro della rete.

Comunque questo è un addio al gadget tecnologico più figo del decennio, a meno che qualche brava persona non mi aiuti a tirare su un server per farli riaccendere!

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Qt Day a Firenze il 17 Maggio!

qt day 300w Qt Day a Firenze il 17 Maggio!

Develer organizza a Firenze, il 17 Maggio, il Qt Day: workshop gratuito dedicato al framework Qt di Nokia.

Il workshop comprenderà una carrellata sulle ultime feature introdotte ai Qt Dev Days 2010, ed una panoramica sulla roadmap sui futuri sviluppi del framework Nokia in base agli ultimi accordi con microsoft e il passaggio sotto Digia.

La partecipazione è gratuita ma, vista la disponibilità limitata di posti, è consigliato registrarsi all’evento direttamente online: http://qtday2011.eventbrite.com/.

Il workshop sarà tenuto presso la Casa della Creatività, in Vicolo di Santa Maria maggiore 1, a due passi dalla stazione centrale di Firenze.

Il Qt Day si svolgerà a partire dalle ore 09.30 fino alle ore 18.00 circa.

Per visionare il programma dell’evento: www.develer.com

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Codice HTML … maligno!

Prima che mi si dica che io sono di parte voglio sottoporvi questo pezzo di codice che mi ha girato un amico in chat stanotte.

<div style="line-height: 150%;"></div>
 <div style="line-height: 150%;"></div>
  <div style="line-height: 150%;">
   <span style="background-color: lime; ">
    <strong>
    <span style="font-size: 9pt; background-image: none;
background-attachment: scroll; background-origin: initial;
background-clip: initial; color: black; line-height: 150%;
background-position: 0% 0%; background-repeat: repeat repeat; ">
     CANONE SETTIMANALE
     </span>
    </strong>
   </span>
  </div>
 <div style="line-height: 150%;"></div>
<div style="line-height: 150%;"></div>

Premesso che la formattazione è mia, tutto questo codice serve per scrivere:

<p class="classeacaso">canone settimanale</p>

Alcune parti sfiorano il genio:

background: none repeat scroll 0% 0% rgb(153, 204, 255);

Con quale editor pensate sia stato scritto questo codice?

1- Editor di testo

2- Adobe Dreamweaver

3- Microsoft Word

Avanti con le risposte :)

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Canonical URL: chi non è ancora convinto?

L’argomento non è certo di attualità, ma ho aggiornato da poco Firefox all’ultima versione e, colpa della mia distrazione (o del fatto che ancora molti siti non la implementano), non avevo ancora notato questa nuova icona su Firefox:

canonical url firefox Canonical URL: chi non è ancora convinto?

L’icona in questione assume due diversi stati:

  • C Grigio: sei nella pagina “canonica” del contenuto (vedi sopra)
  • C Blu: vai alla pagina canonica del contenuto (sotto)

canonical url firefox2 Canonical URL: chi non è ancora convinto?

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando consiglio questi due semplici tutorial:

Molte piattaforme mettono già a disposizione tutti gli strumenti necessari per la canonizzazione; per WordPress, oltre ad una funzione nativa che può essere disabilitata, esiste un ottimo plugin dedicato: Canonical URL Links di Yoast

A chi ancora non ha ancora integrato questa importante feature per ogni sito, a maggior ragione se un e-commerce o un blog, consiglio di adeguarsi velocemente, i benefici sono pressochè istantanei (se implementata in modo corretto) e si risparmiano un sacco di grattacapi come problemi con contenuti duplicati, “alleggerimenti” del PR, precipizi di indicizzazioni e altro ancora …

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Twitter Tools: alla ricerca dell'erede di HootSuite

hootsuite Twitter Tools: alla ricerca dell'erede di HootSuite

Nonostante l’introduzione dei piani a pagamento per HootSuite fosse una mossa nell’aria da tempo, ed anche una mossa corretta, devo ammettere che leggere la mail di Ryan Holmes, CEO HootSuite, è stata una pugnalata al cuore … Avrete capito che non sono tra quelli che continueranno ad usare il piano Free :)

Quindi mi sono messo alla ricerca di un possibile erede di Hootsuite o una alternativa sensata non a pagamento. Tutte web-based e valutando come plus le integrazioni mobile (Iphone, Android, BlackBerry).

Sotto trovate la lista commentata delle applicazioni che ho provato tenendo a mente le funzionalità di HootSuite che più utilizzo:

  • TeamWork
  • RSS Managing
  • Twitter MultiAccounting
  • Integrazione con le Fan Page Facebook

Ognuno ha i suoi lati bei lati positivi e negativi. Ad esempio esiste solo una applicazione che gestisca bene il Team Working su Twitter (CoTweet) ma è fortemente limitata. Mentre ci sono applicazioni che funzionano benissimo (Seesmic) che però non gestiscono team Working.

Ma veniamo alla lista:

HelloTxt.com

http://hellotxt.com/

Questo servizio gestisce tutti i social network esistenti, multiaccount Twitter e, se riuscissi a configurarla, anche la gestione dei flussi RSS. Non ha la gestione del team. L’interfaccia è un pò poco ordinata.

hellotxt Twitter Tools: alla ricerca dell'erede di HootSuite

PROs CONs
- Multi account Twitter
- Integrazione di tutti i Social esistenti
- Gestione RSS (ma sembra buggata)
- Interfaccia un pò disordinata
- Manca il Team Working

CoTweet

http://cotweet.com/

Client completo per lavoro in team con funzioni specifiche come l’assegnazione dei task ad uno specifico operatore. Lavora solo con multi-account Twitter fino a 6 account per login (ancora in fase beta).

cotweet account limited Twitter Tools: alla ricerca dell'erede di HootSuite

L’interfaccia è molto pulita anche se un pò ostica inizialmente.

cotweet interface Twitter Tools: alla ricerca dell'erede di HootSuite

Probabilmente destinato allo stesso modello di business di Hootsuite, questo client lavora per adesso solo con Twitter e non con altri social network, ma include veramente molte feature da Power user.

PROs CONs
- Multi account Twitter
- Multi User & TeamWorking
- Power User feature
- “Solo” per Twitter
- Beta limitata a 6 @ccount
- Prima o poi a pagamento

Brizzly

https://brizzly.com/

Decente da vedere, con una interfaccia che è di fatto un “powered twitter”, abbastanza reattivo e con la possibilità di gestire le “liste” e le “saved search”. Il client web di brizzly integra anche la metafora dei picnic ai quali invitare collaboratori per discussioni di gruppo.

brizzly picnic Twitter Tools: alla ricerca dell'erede di HootSuite

Lavora solamente con Twitter e Facebook (e per noi andrebbe bene), gestisce il multi account per Twitter (altra cosa buona) ma non da la possibilità di linkare le Fan Page direttamente, ma il solo account personale.

PROs CONs
- Multi account Twitter
- TeamWorking tramite “Picnic”
- Twitter Power User feature
- “Solo” per Twitter e Facebook
- Non connette le Fan Page
- Non gestisce RSS

Seesmic

http://seesmic.com/

Il cliente web è veramente ben fatto e veloce. L’interfaccia è chiara ed ordinata con tutte le opzioni rintracciabili facilmente. In pratica traccia tutte le possibili presenze utili sui social network per UNA persona (linkedin, facebook, etc).

seesmic Twitter Tools: alla ricerca dell'erede di HootSuite

Non permette infatti il multiaccount Twitter ne la collaborazione di TEAM. Non permette il link diretto con le Fan Page di Facebook.

PROs CONs
- Ottima interfaccia
- Applicazione veloce e reattiva
- Integrazione di tutti i Social utili
- Non gestisce RSS
- Non connette le Fan Page
- Non permette Team Working

SpliTweet

http://it.splitweet.com/

Client che permette multi account Twitter ma non collaborazione in Team. Buono solo per Twitter e non Facebook.

splitweet Twitter Tools: alla ricerca dell'erede di HootSuite

Interessante la ricerca automatica su parole chiave (brand) preimpostate, anche se nulla che non si possa fare manualmente su altri client.

PROs CONs
- Multi account Twitter
- Power User feature
- “Solo” per Twitter
- Interfaccia non curata
- Non gestisce RSS

Su.Pr

http://su.pr/

Lo shortUrl di StumbleUpon funziona veramente bene. Reattivo, chiaro, con una reportistica molto buona. Lavora solo su facebook e twitter. Ma con la possibilità di lavorare su multi account Twitter e su profili e fan page di facebook. Peccato che non gestisca il Team di utenti.

PROs CONs
- Multi account Twitter
- Gestisce Facebook Fan Page
- Ottima interfaccia e Reportistica
- “Solo” per Twitter e Facebook
- Non gestisce TeamWorking

Nessuno dei client sopra riportati fa il managing dei flussi RSS verso i diversi profili social tranne HelloTXT (che però non sono riuscito a configurare).

Da questo punto di vsta le migliori alternative che mi vengono in mente sono le seguenti:

DLVR.it

http://dlvr.it/

Completo, con la possibilità di creare interi set di routing degli RSS, miscelandoli tra loro ed assegnando delle complete regole di routing per ogni gruppo (Sito X e Sito Y con fonti e comportamenti diversi). L’interfaccia è facilissima e “wizard driven“.

dlvr Twitter Tools: alla ricerca dell'erede di HootSuite

AutoTwitt

http://www.autotwitt.it/

Da poco in Beta, AutoTwitt sembra promettere veramente bene, gli aggiornamenti sono continui ed integrano sempre nuove funzioni interessanti. Forse un pò meno completo del primo ma in crescita.

autotwitt Twitter Tools: alla ricerca dell'erede di HootSuite

Dopo questa panoramica sono curioso di sapere quali strumenti usate per gestire Twitter, Facebook ed RSS integrati con i vostri colleghi.

Credo che temporaneamente aprirò un account Bronze con HootSuite :)

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